giovedì 22 ottobre 2015
mercoledì 20 maggio 2015
Altarte 2015 a Modica Alta
Altarte 2015
Modica Alta, 6 e 7 giugno 2015
Si rinnova l'appuntamento a cielo aperto: per i vicoli di Modica Alta, l'Arte di strada con il suo battaglione circense di giocolieri, marionettisti, trampolieri, musicisti, acrobati, funamboli e tanti altri artisti animeranno le incantevoli vie del centro storico della Città della Contea.
Etichette:
altarte,
artisti di strada,
dove dormire,
eventi,
gastronomia,
modica,
modica alta,
palazzo failla
Piero Guccione in mostra a Modica
Piero Guccione
in mostra a Modica
Dal 22 maggio al 22 luglio 2015 a Modica
Si terrà dal 22
maggio al 22 luglio 2015 la mostra dedicata all'arte di Piero
Guccione, pittore e incisore siciliano.
La personale sarà allestita a Modica, in
provincia di Ragusa, negli spazi dell'ex Convento del Carmine: la mostra è
realizzata in occasione dell' 80esimo compleanno dell'artista di Scicli, con
circa 80 capolavori del suo percorso
artistico.
I suoi celeberrimi mari, abbaglianti e fermi,
le terre assolate di Sicilia, le suggestioni dell'arte della Rinascenza, le
opere del maestro siciliano provengono dalle maggiori collezioni pubbliche e
private italiane e, con diversi inediti, ripercorrono i cicli e le serie che ne
hanno contraddistinto la produzione dagli anni '60 a oggi.
Guccione ha studiato
all'Istituto d'arte di Catania e all'Accademia di belle arti di Roma; è
stato assistente di Renato Guttuso alla cattedra di pittura dell'Accademia di belle
arti di Roma ed ha insegnato lui stesso all'Accademia di Roma e Catania.Ha partecipato a importanti esposizioni pubbliche, nazionali e internazionali, come al Metropolitan Museum of Art di New York / The Mezzanine Gallery, per un'antologica di grafica. Guccione ha partecipato inoltre a numerose mostre nelle gallerie italiane e estere.
Etichette:
dove dormire,
eventi,
guccione,
hotel,
mare,
modica,
mostra,
palazzo failla,
piero guccione,
pittura
sabato 21 febbraio 2015
DALLA SICILIA A REYKJAVIK: DAVID TAMBURINI VOLA AL FOOD & FUN FESTIVAL 2015
DALLA SICILIA A REYKJAVIK: DAVID TAMBURINI VOLA AL FOOD & FUN FESTIVAL 2015
Anche quest’anno al Food & Fun Festival di Reykjavik, capitale dell’Islanda, dal 25 febbraio al 1 marzo, ci saranno importanti chef e giovani emergenti provenienti da tutto il mondo.
Festival particolare, dove ogni chef ospite sarà abbinato a un ristorante partecipante dove verrà creato, con ingredienti islandesi, un menu a quattro mani in degustazione per una settimana. Durante gli ultimi giorni di questa “food week” ci sarà una gara di chef: ogni partecipante dovrà creare tre piatti con ingredienti del posto, freschi e naturali, che verranno giudicati da una giuria composta da importanti chef internazionali.
Per l’edizione 2015, nella terra del fuoco e del ghiaccio, l’Italia verrà rappresentata da David Tamburini,chef de La Gazza Ladra di Modica (Rg).
David sarà ospite al ristorante Kolabrautin di Reykjavik, uno dei locali che solo ultimamente è entrato a far parte della food scene della capitale. In questo ristorante le materie prime di qualità e di stagione vengono sapientemente lavorate e preparate con sapori e influenze italiane, nonostante la diversità di latitudine.

“Patata e polipo” la buccia fritta ripiena della sua spuma, insalata di polipo, olive e limone / “Potato and octopus” peel fried filled with his foam, octopus salad, olives and lemon
«Avere avuto l’opportunità di partecipare a questa manifestazione – racconta lo chef de La Gazza Ladra David Tamburini – è stata una sorpresa entusiasmante. Credo che proporrò un menu estratto dalla carta del ristorante, cercando di portare un po’ di sud nel profondo nord. Sicuramente la parte più stimolante sarà la competizione con gli altri chef partecipanti, quando mi troverò a faccia a faccia con ingredienti nuovi e forse mai visti… staremo a vedere dove mi porterà la fantasia».

Filetto di manzo al carbone di melanzana, pomodoro infornato / Beef fillet with coal eggplant, tomato
Ho conosciuto David a Modica, nel suo ristorante. Per me è stato un incontro folgorante per la sua cucina e la sua storia, il suo approccio e la sua cultura, il suo amore per il sapere e la sua dolcezza. Il ricordo di quella cena è uno dei “posti del cuore” che spero presto di ripetere. E sono certa che si farà in onore nell’isola dei vulcani e dei geyser! Forza David!

Meringa a vapore, mousse di cioccolata amara genovese alla cenere, salsa di fico d’india / Steam meringue, bitter chocolate mousse, prickly pear sauce
“Chiunque pensi che la strada verso il cuore di un uomo non debba passare attraverso la cucina verrà bocciato in geografia” – Fragmentarius
ENGLISH VERSION
This year the Food & Fun Festival in Reykjavik, capital of Iceland, from February 25 to March 1, will have the major and emerging young chefs from around the world. For the year 2015, in the land of fire and ice, David Tamburini will represent Italy, chef of La Gazza Ladra in Modica (Rg).
This is a particular festival, where every guest chef will be link to a restaurant where the participant will create, with Iceland ingredients’, a tasting menu for a week. During the last days of this food week there will be a contest of chefs: each participant will create three dishes with local ingredients, fresh and natural, which will be judged by a jury of important international chefs.
David will be a guest at the restaurant Kolabrautin in Reykjavik, that only recently has become part of the food scene in the capital. In this restaurant the quality and seasonal ingredients are expertly prepared with flavors and Italian influences, despite the diversity of latitude.
David will be a guest at the restaurant Kolabrautin in Reykjavik, that only recently has become part of the food scene in the capital. In this restaurant the quality and seasonal ingredients are expertly prepared with flavors and Italian influences, despite the diversity of latitude.
“Having had the opportunity to attend this event - says the chef David Tamburini – was an exciting surprise. I think I will propose an excerpt from the menu of the restaurant, trying to bring some of the south in the far north. The most challenging will be competing with other participating chefs, when I am face to face with new ingredients that perhaps I have never seen … Let us see where I will bring the imagination. ”
I met David in Sicily, in his restaurant. For me it was a dazzling meeting for his cuisine and history, his approach and culture, his love for knowledge and his sweetness. The memory of that dinner is one of the “places of the heart” that I hope to repeat soon. I am sure that he will work with honor in the island of volcanoes and geysers! Come on David!
“Anyone who thinks that the way to a man’s heart does not have to go through the kitchen will be flunked geography” – Fragmentarius
http://giridigusto.com/2015/02/21/dalla-sicilia-a-reykjavik-david-tamburini-vola-al-food-fun-festival-2015/
Etichette:
cucina creativa,
David Tamburini,
gastronomia,
gourmet,
michelin,
modica,
ristoranti,
stella michelin
sabato 1 novembre 2014
giovedì 25 settembre 2014

17/20
17/20
La Gazza Ladra
via Blandini 5, Modica (RG)
11
1
Quando un appassionato e girovago gourmet entra in un ristorante si aspetta sempre di scovare il sacro fuoco del talento, quello più nitido e cristallino. Egli ha bisogno, per la sua sopravvivenza, di scoprire anche in un angolo sperduto del globo quel cuoco che gli sappia regalare nuove emozioni, nuovi stimoli: brama per essere sorpreso, affascinato, rapito. E questi non sono desideri così facili da soddisfare.
Ma quando succede, perché fortunatamente ancora succede, ecco che il luogo dove l’onirico si trasforma in realtà riesce ad assumere un significato ancor più profondo e ricco di sfumature.
David Tamburini è un condensato di talento, passione, applicazione e dedizione.
Come alcuni suoi colleghi dotati di estro e fantasia, oltre che di indiscusse doti tecniche, è rinchiuso nel suo ristorante per gran parte delle 24 ore che compongono una giornata. Il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via.
E’ lui che tutte le mattine prepara di buon ora l’impasto del pane ed è lui a salutare, la sera tardi, l’ultimo degli ospiti che, felice, esce da questo fantastico palazzo ibleo.
Questa parte di Sicilia è ricca di fascino e storia. E’ frutto di contaminazioni che si sono susseguite nei secoli, per merito dei vari popoli che l’hanno prima conquistata e poi dominata, ma che hanno lasciato in eredità una cultura straordinaria, che la terra stessa ha assorbito, rielaborato e reinterpretato, soprattutto nella sua tradizione culinaria.
E’ qui che un toscano, ma ormai siciliano di adozione, ha trovato la sua dimensione espressiva. E’ stato catturato da questa terra meravigliosa, l’ha letta e riletta, ha imparato, scrutato uomini e luoghi, ha infine elaborato una sua visione che ha tradotto nella sua interpretazione di cucina, davvero unica, precisa e personale.
Ha proiettato una tradizione secolare con i suoi prodotti e i suoi ingredienti nel millennio moderno in cui viviamo, aggiungendo tanto, tantissimo di sé.
E il risultato è semplicemente sensazionale. Non abbiamo timore di affermare che con il tempo e l’adeguato sostegno del pubblico, che ci auguriamo raggiunga Modica copioso, David Tamburrini possa essere uno dei grandi interpreti della cucina siciliana e italiana di domani.
Il nostro pranzo non è stato affatto privo di sbavature, certo.
Ma ormai è evidente quanto la cucina espressa qui alla Gazza Ladra sia tra le più personali e originali della nostra penisola. Farcita di grande tecnica, mai troppo ostentata ed evidente, e di una capacità, rara, di concentrazione di sapori e di gestione delle consistenze davvero formidabile.
Ma l’uomo, il cuoco, è nulla ormai senza una adeguata squadra, soprattutto in sala.
E qui troviamo due giovani ed interessanti, nonché bravi e preparati esponenti, come Salvatore Corsino (classe ’87) e il Sommelier Alessandro Melita (classe ‘72). Che ci auguriamo rimangano a lungo, entrambi, al servizio di questo talento dell’Ibleide e dell’Italia intera.
Ma quando succede, perché fortunatamente ancora succede, ecco che il luogo dove l’onirico si trasforma in realtà riesce ad assumere un significato ancor più profondo e ricco di sfumature.
David Tamburini è un condensato di talento, passione, applicazione e dedizione.
Come alcuni suoi colleghi dotati di estro e fantasia, oltre che di indiscusse doti tecniche, è rinchiuso nel suo ristorante per gran parte delle 24 ore che compongono una giornata. Il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via.
E’ lui che tutte le mattine prepara di buon ora l’impasto del pane ed è lui a salutare, la sera tardi, l’ultimo degli ospiti che, felice, esce da questo fantastico palazzo ibleo.
Questa parte di Sicilia è ricca di fascino e storia. E’ frutto di contaminazioni che si sono susseguite nei secoli, per merito dei vari popoli che l’hanno prima conquistata e poi dominata, ma che hanno lasciato in eredità una cultura straordinaria, che la terra stessa ha assorbito, rielaborato e reinterpretato, soprattutto nella sua tradizione culinaria.
E’ qui che un toscano, ma ormai siciliano di adozione, ha trovato la sua dimensione espressiva. E’ stato catturato da questa terra meravigliosa, l’ha letta e riletta, ha imparato, scrutato uomini e luoghi, ha infine elaborato una sua visione che ha tradotto nella sua interpretazione di cucina, davvero unica, precisa e personale.
Ha proiettato una tradizione secolare con i suoi prodotti e i suoi ingredienti nel millennio moderno in cui viviamo, aggiungendo tanto, tantissimo di sé.
E il risultato è semplicemente sensazionale. Non abbiamo timore di affermare che con il tempo e l’adeguato sostegno del pubblico, che ci auguriamo raggiunga Modica copioso, David Tamburrini possa essere uno dei grandi interpreti della cucina siciliana e italiana di domani.
Il nostro pranzo non è stato affatto privo di sbavature, certo.
Ma ormai è evidente quanto la cucina espressa qui alla Gazza Ladra sia tra le più personali e originali della nostra penisola. Farcita di grande tecnica, mai troppo ostentata ed evidente, e di una capacità, rara, di concentrazione di sapori e di gestione delle consistenze davvero formidabile.
Ma l’uomo, il cuoco, è nulla ormai senza una adeguata squadra, soprattutto in sala.
E qui troviamo due giovani ed interessanti, nonché bravi e preparati esponenti, come Salvatore Corsino (classe ’87) e il Sommelier Alessandro Melita (classe ‘72). Che ci auguriamo rimangano a lungo, entrambi, al servizio di questo talento dell’Ibleide e dell’Italia intera.
Entrata e benvenuto con crema di melanzane affumicate, pomodoro confit e mozzarella avvolta in pasta kataifi. Il benvenuto è semplicemente fantastico: pani raffinati alle carrube, alla semola di grano duro e bianco si affiancano a cialde di cipolla disisdratata, di riso rosso e peperone crusco e di sesamo e ceci (foto di chiusura) accompagnati da un delizioso kefir alle spezie iblee e da questa parmigiana di melanzane di una concentrazione inimmaginabile.
Una melanzana perlina ripiena di crema di melanzane affumicate, salsa di pomodoro ristretta e cialda di parmigiano

Pane, panella e gamberi. Il gambero pura textura, forse un piccolo apporto in dolcezza, appoggia su una fantastica crema di panzanella all’acqua di cozze e sedano, con asparagi di mare e polvere di cozze disidratate. Fantastico connubio con la cialda di ceci fritta. Veramente sensazionale.

Modica – Hamamatsu e ritorno.
Il nome, evocativo, pensato dallo chef in ricordo delle sue esperienze giapponesi. Un turbante di spatola laccato all’essenza di uvetta, a richiamare l’anguilla laccata tipica della cittadina a sud di Tokyo, ricoperto di spuma di cipolla rossa e cipolla rossa marinata all’agro. Per finire un gel di essenza di menta. Un piatto interessantissimo per consistenze e sapori. Con una spinta di commistione tra Sicilia e Giappone formidabile.

Cipollotto farcito di pane ammollato in succo di cipolla di Giarratana, salsa di cipolla di Giarratana e coriandolo.
In questo cipollotto, in cui sono commestibili anche le radici lievemente fritte, il vero protagonista è, oltre la cottura dell’insieme, la salsa di cipolla di Giarratana abbinata, spunto geniale, al coriandolo. La cipolla di Giarratana, varietà tipica iblea, ha la caratteristica di essere estremamente dolce, quasi mielosa.

“Patata e polipo”
La buccia fritta ripiena della sua spuma, insalata di polipo, olive e limone. Il tocco, oltre alla tecnica e alle proporzioni dell’insieme, è sicuramente la salsa di olive verdi, amara e acida al contempo.

Carpaccio di Vitello. Ricordo di un viaggio in Giappone. Piatto composto da fettine di vitello, rösti di patate, maionese e tartufo nero estivo. Il tutto accompagnato da polveri essicate di porcini e carrube.


I fantastici e concentrati Tortelli di bufala in brodo ‘Nzuliddu”. Ripieno di mozzarella di bufala filata due volte, “brodo” tiepido di estratto di capperi, pomodoro e basilico

Gli stupendi, forse solo un pò troppo sapidi, Spaghetti all’acqua di melanzana bruciata, pomodoro e ricotta salata

Ottimo il riso cotto nel siero del kefir, quindi molto acido, con polvere di olive e fiore di origano. Il tutto finito con una leggera idea di olio a crudo. Stupefacente!

San Pietro, salsa di canocchie e cocco, zucchina

Piccione con una cottura da manuale, la sua coscia farcita e una salsa alla cacciatora da incorniciare per grassezza, opulenza e concentrazione

Stupendi e fuori scala per eleganza e finezza i dolci, in cui il richiamo alla Sicilia è evidente non solo negli ingredienti. La volontà di lavorare sulla ricostruzione dei frutti, con l’ispirazione che trae spunto dalla classica Martorana alle mandorle.
Arancia: Zabaione all’arancia in glassa croccante, latte di mandorla tostata

Carruba: Croccante di pasta choux, budino di carruba e cioccolato modicano.

La piccola pasticceria.

Le cialde iniziali sopra descritte.

Pane, panella e gamberi. Il gambero pura textura, forse un piccolo apporto in dolcezza, appoggia su una fantastica crema di panzanella all’acqua di cozze e sedano, con asparagi di mare e polvere di cozze disidratate. Fantastico connubio con la cialda di ceci fritta. Veramente sensazionale.
Modica – Hamamatsu e ritorno.
Il nome, evocativo, pensato dallo chef in ricordo delle sue esperienze giapponesi. Un turbante di spatola laccato all’essenza di uvetta, a richiamare l’anguilla laccata tipica della cittadina a sud di Tokyo, ricoperto di spuma di cipolla rossa e cipolla rossa marinata all’agro. Per finire un gel di essenza di menta. Un piatto interessantissimo per consistenze e sapori. Con una spinta di commistione tra Sicilia e Giappone formidabile.
Cipollotto farcito di pane ammollato in succo di cipolla di Giarratana, salsa di cipolla di Giarratana e coriandolo.
In questo cipollotto, in cui sono commestibili anche le radici lievemente fritte, il vero protagonista è, oltre la cottura dell’insieme, la salsa di cipolla di Giarratana abbinata, spunto geniale, al coriandolo. La cipolla di Giarratana, varietà tipica iblea, ha la caratteristica di essere estremamente dolce, quasi mielosa.
“Patata e polipo”
La buccia fritta ripiena della sua spuma, insalata di polipo, olive e limone. Il tocco, oltre alla tecnica e alle proporzioni dell’insieme, è sicuramente la salsa di olive verdi, amara e acida al contempo.
Carpaccio di Vitello. Ricordo di un viaggio in Giappone. Piatto composto da fettine di vitello, rösti di patate, maionese e tartufo nero estivo. Il tutto accompagnato da polveri essicate di porcini e carrube.
I fantastici e concentrati Tortelli di bufala in brodo ‘Nzuliddu”. Ripieno di mozzarella di bufala filata due volte, “brodo” tiepido di estratto di capperi, pomodoro e basilico
Gli stupendi, forse solo un pò troppo sapidi, Spaghetti all’acqua di melanzana bruciata, pomodoro e ricotta salata
Ottimo il riso cotto nel siero del kefir, quindi molto acido, con polvere di olive e fiore di origano. Il tutto finito con una leggera idea di olio a crudo. Stupefacente!
San Pietro, salsa di canocchie e cocco, zucchina
Piccione con una cottura da manuale, la sua coscia farcita e una salsa alla cacciatora da incorniciare per grassezza, opulenza e concentrazione
Stupendi e fuori scala per eleganza e finezza i dolci, in cui il richiamo alla Sicilia è evidente non solo negli ingredienti. La volontà di lavorare sulla ricostruzione dei frutti, con l’ispirazione che trae spunto dalla classica Martorana alle mandorle.
Arancia: Zabaione all’arancia in glassa croccante, latte di mandorla tostata
Carruba: Croccante di pasta choux, budino di carruba e cioccolato modicano.
La piccola pasticceria.
Le cialde iniziali sopra descritte.
http://www.passionegourmet.it/2014/09/21/la-gazza-ladra/
Etichette:
cucina creativa,
David Tamburini,
gastronomia,
gourmet,
michelin,
modica,
palazzo failla,
passione gourmet,
ristoranti
lunedì 6 gennaio 2014
Sul nuovo sito della Locanda del Colonnello sono disponibili menu e carta vini:
www.locandadelcolonnello.it
www.locandadelcolonnello.it
mercoledì 20 novembre 2013
Aspettando Eurochocolate
Etichette:
chocomodica,
cioccolato,
eurochocolate,
immacolata,
modica,
pacchetto,
ponte
domenica 15 settembre 2013
Etichette:
cucina creativa,
David Tamburini,
dove dormire,
gastronomia,
giappone,
gourmet,
michelin,
modica,
palazzo,
palazzo failla,
ristoranti
venerdì 19 luglio 2013
venerdì 24 maggio 2013
Il nuovo percorso di Tamburini a La Gazza Ladra, report di una degustazione
Lo chef toscano lancia poi un appello: "Diamo un servizio al cliente. Di questo dovremmo ricordarci sempre senza fare gli artisti snob, senza fare troppe comparsate”
Non il solito dolce. È il Mille e una notte. Forse aveva ragione Tamburini a dire che in cucina lo chef deve divertirsi. Perché poi, questo divertimento, arriva senz’altro anche al tavolo. E noi ci siamo divertiti molto.
Ristorante La Gazza Ladra
Via Blandini, 5 - 97015 Modica (RG)
Tel e Fax 0932 755655
www.lagazzaladra.it
info@ristorantelagazzaladra.it
Aperto solo la sera. Sabato, Domenica e festivi aperto anche a pranzo
Giorno di chiusura: Lunedì
David Tamburini è uno schietto.
Il nuovo chef de La Gazza Ladra, il ristorante stellato dell’hotel Palazzo Failla, a Modica, in provincia di Ragusa è diretto, non usa troppi giri di parole per raccontare i suoi piatti, perché per lui cucinare è “lasciarsi andare, fare quello che uno si sente, divertirsi”. Gli piace partire da un ingrediente conosciuto per cercare di attualizzarlo, renderlo contemporaneo. Ed è “chiaro, scontato, che le materie prime debbano essere di qualità. Perché stare a sottolinearlo?”. L’importante è avere sempre ben in mente che “gli chef danno un servizio al cliente. Di questo dovremmo ricordarci sempre - dice - senza fare gli artisti snob, senza fare troppe comparsate”. La cucina della tradizione? “Più importante è creare nel cliente un po’ di stupore”.
E il primo ad essere stupito dai suoi piatti è Paolo Failla, patron del ristorante e dell’omonimo Hotel, che sullo chef toscano ha voluto scommettere per il rilancio de La Gazza Ladra. “David fa una cucina elegante – racconta – e valorizza i prodotti locali. Entrambi amiamo il nostro lavoro e lo facciamo con dedizione e passione. Tra noi c’è stata subito una sintonia immediata”.
L’era Tamburini a La Gazza Ladra è iniziata lo scorso marzo, giusto il tempo di mettere a punto il nuovo menù: “una vera fatica” sorride lo chef, “altro che provare nuovi piatti, quello invece è un divertimento”. Tra i suoi obiettivi c’è anche quello di riprendere “il controllo” delle colazioni dell’Hotel, “per accompagnare il cliente – dice – dalla mattina alla cena, tornando un po’ all’idea di ristorante d’albergo del passato”. Intanto lui raccoglie gli stimoli che gli arrivano dalle materie prime siciliane che confessa di amare e accompagna i clienti del ristorante in un viaggio fatto di sapori resi semplici, e a volte inaspettati, da una grande maestria e da una grande tecnica.
E il primo ad essere stupito dai suoi piatti è Paolo Failla, patron del ristorante e dell’omonimo Hotel, che sullo chef toscano ha voluto scommettere per il rilancio de La Gazza Ladra. “David fa una cucina elegante – racconta – e valorizza i prodotti locali. Entrambi amiamo il nostro lavoro e lo facciamo con dedizione e passione. Tra noi c’è stata subito una sintonia immediata”.
L’era Tamburini a La Gazza Ladra è iniziata lo scorso marzo, giusto il tempo di mettere a punto il nuovo menù: “una vera fatica” sorride lo chef, “altro che provare nuovi piatti, quello invece è un divertimento”. Tra i suoi obiettivi c’è anche quello di riprendere “il controllo” delle colazioni dell’Hotel, “per accompagnare il cliente – dice – dalla mattina alla cena, tornando un po’ all’idea di ristorante d’albergo del passato”. Intanto lui raccoglie gli stimoli che gli arrivano dalle materie prime siciliane che confessa di amare e accompagna i clienti del ristorante in un viaggio fatto di sapori resi semplici, e a volte inaspettati, da una grande maestria e da una grande tecnica.
Come la stupefacente seppia alla piastra con aglio dolce al nero di seppia e cedro. Un piatto in cui la (apparente) semplicità finale è il risultato di un cambiamento di consistenze senza alcuna modificazione del sapore, con la seppia che viene prima frullata, poi ricompattata nella sua forma originaria, cotta leggermente al vapore, quindi scottata alla piastra. La seppia che arriva in tavola è morbidissima e gustosa e l’abbinamento col cedro la rende perfetta.
O come lo sgombro cotto all’agro con crema di cavolfiore affumicato, tuorlo d’uovo congelato grattugiato, centrifugato di alloro e aceto di cipolle rosse. Un piatto dal sapore deciso in cui il boccone perfetto, quello che mette insieme cavolfiore affumicato, sgombro e tuorlo che si scioglie in bocca diventando cremoso, ricorda un’aringa, resa però più gustosa, ingentilita. Divertenti e raffinate le linguine al limone con gli scampi, accompagnate in tavola dallo chef che dà il suo tocco al piatto grattugiandovi sopra la cagliata di mandorla come se fosse formaggio, tra lo stupore generale degli avventori.
Profuma di campo fiorito, di pascolo in primavera il risotto con pecorino, asparagi selvatici, ginger e fiori di camomilla. Eccellente nella sua semplicità e perfetta nella consistenza la rana pescatrice, servita con petali di carciofo e che fa quasi da accompagnamento all’ottima salsa limone e liquirizia, protagonista indiscussa del piatto. E poi ancora un gioco, come la seppia, come il risotto-campo in fiore, o forse una suggestione: un taglio di bistecca affumicato con crosta di melanzana, semi di pomodoro e acqua di peperone. Quando il piatto arriva in tavola l’odore è quello di una bistecca alla griglia, proprio come voleva lo chef. Ma il sapore è ben più delicato, con l’acqua di peperone a fare da contrasto all’affumicatura e il pomodoro a donare freschezza.
Ad accompagnare i piatti un cestino di pane homemade servito dall’impeccabile personale di sala: assolutamente da provare quello integrale alla lavanda e rosmarino, le sfogliatelle al riso rosso e quelle ai ceci e semi di finocchio.
La cena si conclude con un'altra suggestione: il profumo di sandalo e zenzero al quale fa seguito un semifreddo di sesamo e miele con salsa amara al limone, un sapore insolito, fresco e deciso.
Ad accompagnare i piatti un cestino di pane homemade servito dall’impeccabile personale di sala: assolutamente da provare quello integrale alla lavanda e rosmarino, le sfogliatelle al riso rosso e quelle ai ceci e semi di finocchio.
La cena si conclude con un'altra suggestione: il profumo di sandalo e zenzero al quale fa seguito un semifreddo di sesamo e miele con salsa amara al limone, un sapore insolito, fresco e deciso.
Non il solito dolce. È il Mille e una notte. Forse aveva ragione Tamburini a dire che in cucina lo chef deve divertirsi. Perché poi, questo divertimento, arriva senz’altro anche al tavolo. E noi ci siamo divertiti molto.
Clara Minissale
Ristorante La Gazza Ladra
Via Blandini, 5 - 97015 Modica (RG)
Tel e Fax 0932 755655
www.lagazzaladra.it
info@ristorantelagazzaladra.it
Aperto solo la sera. Sabato, Domenica e festivi aperto anche a pranzo
Giorno di chiusura: Lunedì
Articolo tratto da www.cronachedigusto.it
venerdì 3 maggio 2013
Baròccati

Palazzo Failla Hotel è lieto di informare i suoi ospiti che tutti i Sabato pomeriggio verrà loro offerta una visita guidata della città di Modica.Il tour si svolge a piedi attraverso i tipici vicoli di Modica e i suoi splendidi monumenti.
mercoledì 17 aprile 2013
Tassa di soggiorno per i turisti, Modica farà scuola in Italia
Saranno ancora più imprenditori di se stessi e alla routinaria attività di albergatori, ristoratori o baristi, affiancheranno quella di promotori turistici del loro territorio.
Modica, la splendida cittadina barocca che, insieme con la Val di Noto, è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, avrà sì una tassa di soggiorno, ma – parola di imprenditori – sarà davvero spesa per la promozione del territorio. E non dall’amministrazione comunale ma da un consorzio, unico in Italia, che avrà il compito di far incrementare i flussi turistici a tutto vantaggio di attività ricettive e indotto. Si chiama “Consorzio operatori turistici della Città di Modica” e verrà costituito ufficialmente il prossimo 9 maggio. Al momento ne fanno parte in trenta tra alberghi, b&b, bar, ristoranti e operatori turistici, ma l’obiettivo è quello di farvi entrare tutti gli operatori che, a vario titolo, sono interessati alla promozione della città.
“Quando l’Amministrazione comunale ci ha detto di voler istituire la tassa di soggiorno – racconta Paolo Failla, proprietario dell’Hotel Palazzo Failla e uno dei promotori dell’iniziativa – abbiamo protestato energicamente. Allora ci è stata fatta la proposta di dar vita ad un Consorzio di privati imprenditori che potesse gestire direttamente e realmente a vantaggio del territorio, le somme incassate. Abbiamo lavorato alla stesura di un regolamento, di una convenzione col Comune e di uno statuto e adesso siamo pronti a partire”. Al Consorzio sarà trasferito il 90 per cento delle somme incassate con la nuova imposta “e noi – continua Failla – lo investiremo in promozione. La prima riunione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio servirà a stilare un piano industriale in base al quale ci muoveremo”. Ma non sarà il solito stipendificio, ci tiene a precisare il proprietario di Palazzo Failla. “I nove che siederanno in consiglio di Amministrazione lavoreranno gratis. La remunerazione sarà per tutti l’incremento dei turisti. Noi vogliamo che Modica e dintorni diventino tappa obbligata per tutti coloro che verranno in Sicilia e promuoveremo tutto ciò che offre: dai beni monumentali alla ristorazione di qualità, dalla campagna dei carrubeti e dei muretti a secco al cibo da strada, dall’accoglienza di qualità al mare”.
“Quando l’Amministrazione comunale ci ha detto di voler istituire la tassa di soggiorno – racconta Paolo Failla, proprietario dell’Hotel Palazzo Failla e uno dei promotori dell’iniziativa – abbiamo protestato energicamente. Allora ci è stata fatta la proposta di dar vita ad un Consorzio di privati imprenditori che potesse gestire direttamente e realmente a vantaggio del territorio, le somme incassate. Abbiamo lavorato alla stesura di un regolamento, di una convenzione col Comune e di uno statuto e adesso siamo pronti a partire”. Al Consorzio sarà trasferito il 90 per cento delle somme incassate con la nuova imposta “e noi – continua Failla – lo investiremo in promozione. La prima riunione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio servirà a stilare un piano industriale in base al quale ci muoveremo”. Ma non sarà il solito stipendificio, ci tiene a precisare il proprietario di Palazzo Failla. “I nove che siederanno in consiglio di Amministrazione lavoreranno gratis. La remunerazione sarà per tutti l’incremento dei turisti. Noi vogliamo che Modica e dintorni diventino tappa obbligata per tutti coloro che verranno in Sicilia e promuoveremo tutto ciò che offre: dai beni monumentali alla ristorazione di qualità, dalla campagna dei carrubeti e dei muretti a secco al cibo da strada, dall’accoglienza di qualità al mare”.
Clara Minissale
Etichette:
dove dormire,
modica,
palazzo failla,
tassa di soggiorno
lunedì 28 gennaio 2013
sabato 10 novembre 2012
MODICALTA..... CAPITALE DEL GUSTO
L'evento sará un'occasione per riscoprire Modica Alta attraverso il cibo, i suoi gusti, il suo fascino d'antico, i suoi colori inconfondibili, facendoci visitare e vivere una terra ricca di tradizione e di umanità. Il 7,8,9 dicembre a Modica Alta tutto questo sarà possibile, basterà puntare la bussola in direzione del quadrilatero S.Teresa, Chiostro S.Maria del Gesù, Istituto Salesiano don Bosco, Piazza S. Giovanni. Il granaio della città antica, i suoi vicoli, le sue piazze, le sue chiese, riaccendono le loro luci sul mercato del cibo. Modica Alta sarà per un weekend una città dalle infinite risorse e ritmi di gusto: protagonista il cibo e le ricette regionali tradizionali ancora diffuse: dalla celebrità della pizza, all e varie specialità della gastronomia regionale, dal pane cunsato, alla paranza di Portopalo, dagli arancini di Montalbano, al cioccolato della Contea. Non solo bellezze naturali, cibo, ma anche attività d'intrattenimento, giochi, ritmo, musica, saranno lo scenario della tre giorni di festa, che avrà il patrocinio del Comune di Modica, del Centro Commerciale Francavilla, del comitato di Modica Alta e del Comitato dei pizzaioli. Sfilate allegoriche con balli latino-americani, Fiera dell'antiquariato e dell'oggettistica, stand rappresentativi dei Consorzi agro-alimentari delle regioni, performance sportive, concerti. L'anima della tre giorni sará un continuo di sorprese per visitatori e residenti.
giovedì 26 luglio 2012
Modica Jazz Festival
MUSICA: la
canzone italiana protagonista della prima edizione del Modica Jazz Fest
Grandi big Gino Paoli, Danilo Rea,
Maria Pia De Vito, Peppe Servillo, Laura Lala e Chiara Civello
Il direttore artistico Paolo
Damiani: “Nella Sicilia patria del sonetto avvieremo un laboratorio su vocalità
e poesia aperto al Mediterraneo e ai suoi strumenti”
MODICA, 21
Luglio 2012 – Per la prima edizione del Modica Jazz Fest,
in programma dal 6 al 12 agosto, il jazz incontra la canzone italiana e porta sul
palco le più belle voci contemporanee: da Gino Paoli a Maria Pia De Vito, da
Peppe Servillo alla siciliana Laura Lala per concludere con Chiara
Civello, la cantautrice che, reduce dall’ultima edizione del Festival di
Sanremo, annovera fra le sue collaborazioni persino quella con Burt
Bacharach. A Modica, assieme ai big internazionali, saranno anche i giovani
talenti delle migliori scuole di jazz italiane che introdurranno ogni serata
per poi cedere il posto alle guest star.
E’ questa la
formula scelta dal direttore artistico Paolo Damiani per i sette
concerti del MJF che, inseriti nel cartellone del Comune “Modica Miete
Culture”, si svolgeranno a Modica (piazza Matteotti e Cava Pietra
Franco) e a Marina di Modica (Auditorium) in agosto. Il MJF è promosso
dal Centro Studi della Contea di Modica e organizzato dal Conservatorio
di Santa Cecilia in collaborazione con il Saint Louis College of Music
di Roma e con la partecipazione del Comune di Modica (Assessorati
alla Cultura e allo Spettacolo), del Ministero dell’Istruzione, Università e
Ricerca (Miur), dei Conservatori di Musica di Fermo, Lecce e Trapani
e dell’anfiteatro Cava Pietra Franco della città iblea. Oggi la
presentazione alla stampa a cura del Sindaco Antonello Buscema, del
Direttore Generale del Miur, Bruno Civello, dell’Assessore alla Cultura,
Annamaria Sammito e del Presidente del Centro Studi della Contea di
Modica, Paolo Failla.
Gratuito il primo concerto, quello di lunedì 6 agosto in piazza Matteotti a
Modica. Di scena i diciotto elementi della Saint Louis Big Band
diretti da Antonio Solimene, una formazione orchestrale classica che, da
Benny Goodman a Ellington e Gillespie, proporrà al pubblico siciliano la
migliore antologia jazzistica del Novecento. Introduce la serata il quintetto
del Santa Cecilia Jazz Ensemble;
Il 7 agosto
(Auditorium Marina di Modica, ore 21) due grandi della musica italiana: la voce
di Gino Paoli e il pianoforte di Danilo Rea con le
improvvisazioni della fortunata formula Due come noi, che proprio in
questi giorni li sta impegnando in sala di incisione. Apre il trio Audioslang
(Fabio Zeppetella, Dario Deidda, Fabrizio Sferra) con Spirit, Energy,
Presence;
L’8 agosto (Modica,
Cava Pietra Franco, ore 21) il “Tributo alla canzone italiana” del batterista Roberto
Gatto con l’omonimo trio che vede Alessandro Lanzoni al piano e Francesco
Puglisi al contrabasso. Apre la marimba di Claudio Santangelo del
Conservatorio di Musica di Fermo;
Il 9 agosto
(Modica, Cava Pietra Franco, ore 21) un incontro musicale straordinario fra sud
e nord Europa, quello fra la voce della napoletana Maria Pia De Vito e
il pianoforte del compositore inglese Huw Warren. In programma brani
dell’album O Pata Pata, termine del dialetto campano per indicare
l’arrivo imminente di un acquazzone purificatore e
catartico. Apre la serata la fisarmonica di Sarìa Convertino del
Conservatorio di Musica di Roma;
Il 10 agosto
(Modica, Cava Pietra Franco, ore 21) si comincia con il pianoforte di Salvatore
Bonafede. A seguire due delle migliori interpreti siciliane del jazz
contemporaneo: Laura Lala (voce) e Sade Mangiaracina (pianoforte)
che insieme a Francesco Ponticelli (contrabbasso) e Alessandro Marzi
(batteria) proporranno brani tratti dal cd Pure Songs. Introduce la
serata Antonio Scontrino Jazz Trio (Giuseppe Salerno, Giuseppe
Pipitone e Salvatore Cassano) del Conservatorio di Musica di Trapani.
L’11 agosto (Modica,
Cava Pietra Franco, ore 21) con Futbal il palco sarà tutto del trio
italo-argentino SGM Trio, ovvero Peppe Servillo (voce e anima
degli Avion Travel), Javier Girotto e Natalio Mangalavite.
Tredici canzoni per raccontare il calcio come metafora della vita con l’arguzia
di un cantautore italiano e il sostegno armonico della musicalità sudamericana.
Introduce il Trio Jazz Schipa (Patty Lomuscio, Fulvio Palese e Vince
Abbracciante) del Conservatorio di Musica di Lecce.
Domenica 12
agosto gran finale con la voce di Chiara Civello
(Marina di Modica, Auditorium, ore 21). Un concerto prodotto dal Saint Louis
College di Roma, prima scuola professionale di musica moderna dove la
Civello ha studiato e mosso i primi passi nel mondo del jazz. Al pubblico di
Marina proporrà Al posto del mondo, raccolta da cui è tratto il brano
con cui la cantante ha concorso al Festival di Sanremo nel febbraio
scorso. Sul palco Andrea Rosatelli, Emanuele Smimmo, Nicola Costa e Andrea
Sammartino.
I biglietti del
MJF costano 10 euro quelli per i concerti a Modica, nell’anfiteatro Cava
Pietra Franco (8, 9 10 e 11 agosto), 15 euro quelli dei concerti
nell’Auditorium di Marina (il 7 e il 12 agosto). Possono essere
acquistati in prevendita presso l’Hotel Principe d’Aragona di Modica,
sede della segreteria organizzativa del MJF, oppure la sera stessa al
botteghino. Info www.modicajazz.it.
Iscriviti a:
Post (Atom)


.jpg)
.jpg)










